
Davanti all'allarme Grillo -allarme perchè dai sondaggi risulta che avrebbe vinto- il PD ha mostrato con ancor più vigore la sua vera anima.
Un politicante che teme la partecipazione politica di un comico, teme il suo programma. Infatti è grazie a questo che Grillo ha questa popolarità che trascende il profilo meramente comico -altrimenti voteremmo Aldo Giovanno e Giacomo, che fanno più ridere- per andare più in profondità. Ciò che piace alla gente sono la trasparenza, le energie rinnovabili, rifiuti zero, parlamento pulito, internet per tutti, un opposizione che dica NO a certe stronzate e che non si sieda al tavolo con li re.
E allora il politicante che si rende conto che questi elementi fanno presa, che la gente li ritiene importanti -perchè lo sono- dovrebbe fare una sola cosa: prenderli, rubarli a Grillo e appropriarsene nel proprio programma.
Se ti sfidano, accetta la sfida, capisci dove tira il vento e fai di tutto per vincere; questo fa chi è veramente in gara per qualcosa e vuole vincere.
Ma i problemi sono principalmente due: il primo è che non sono in gara. Il congresso del PD decide chi presentare e il cittadino può solo scegliere A,B o C; è già tutto preparato, tant'è che appena si presenta un esterno gli segano le gambe. "Una buffonata" non è la presentazione di Grillo, ma lo sono le primarie di un partito che si professa democratico ma che esclude a tavolino i partecipanti. La gara non è vera: le primarie del PD sono come il campionato di Moggi.
Il secondo infatti è che non riescono più nemmeno a concepire cosa sia la sfida, sono talmente annebbiati nei loro sistemi di clientelismi che anzichè accettare di gareggiare escludono a tavolino i partecipanti.
E non mi vengano a raccontare che lo fanno per dignità, morale, o altre cazzate simili. Fassino era intercettato nelle scalate bancarie, Dalema si è seduto a trattare con Berlusconi regalandogli il governo, e ce n'è per tutti.
Non sono nemmeno in grado di guardare al di la del loro bene personale e pensare al bene del partito, perchè quella percentuale che Grillo garantirebbe, sarebbe quella della vittoria.
Il PD si conferma un partito bifronte: da una parte i dirigenti, talmente ottenebrati da un sistema di casta marcio, da non rendersi più conto di essere l'altra faccia dei Berlusconi, dall'altra -dal basso e a livello locale- i cittadini, la gente che ci crede e che ha sempre creduto nella sinistra, che poco ha a che spartire con i propri capi.
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- >Gli esponenti del PD, tutti uniti contro la candidatura di Grillo, reclamano il fatto che il PD non è né un tram, né un autobus, né un taxi, né tanto meno un partito. (luca coiro, lorenzo maggiani)
- >Grillo: "Mi iscriverò al PD, dovessi anche stuprare qualcuno." (pietro borrelli)
- >Il PD è così previdente che un'apposita clausola dello statuto impedisce l'ingresso a chi porta migliaia di voti. (francesco dibenedetto)
- >Il PD è talmente unito contro la candidatura di Beppe Grillo che Veltroni ha capito cosa significa fare opposizione. (Giuseppe Cossu)
- >Rifiutata la candidatura di Grillo al PD " Facciamo gia ridere da soli." (Patrizio Ricciatti)